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uva senza però produrre vino, negli anni quel “Ciabot Tanasio” è cresciuto e oggi è ancora utilizzato, nonostante la sede principale della Sobrero Vini sia al numero 39 di Via Alba-Monforte dove si trovano gli uffici, il punto vendita e quasi tutti i Vigneti. Oggi la cantina del “Ciabot” è costituita da tre locali nei quali vengono effettuate tutte le fasi della lavorazione del vino, dalla pigiatura delle uve all’imbottigliamento passando per quella che potremmo definire il paradiso di un amante del buon vino, la sala dell’invecchiamento dove si trovano botti di ogni tipo e genere e poi c’è un piccolo tesoro nascosto…Nella stanza centrale, quella dell’invecchiamento troviamo anche un vero e proprio caveau dove le famiglia Sobrero conserva alcune antiche bottiglie di quello che è il re di queste terra, e dei vini in generale: il Barolo.

Tornando alla famiglia la tradizione continua nel 1960 quando nasce Pier Franco, nono ed ultimo figlio di Francesco e Teresa, che assieme a suo fratello

Carlo Sobrero

Carlo Sobrero

Io sono Carlo Sobrero, classe 1992, nato sotto il segno dell’Ariete (nei cui pregi e difetti mi ritrovo completamente), amo il cinema e odio vivere in città! Sono laureato in Scienze Giuridiche – per chi non sapesse cos’è, è laurea per coloro che hanno perso la guerra contro Giurisprudenza e hanno deciso di capitolare salvando l’onore!
Amo il vino e tutto quello che ci gira intorno, tanto che ne ho fatto la mia professione. Sono infatti il tuttofare della Sobrero Vini, e in quanto figlio del capo… in pratica lavoro per la cantina 24h/7!
Qualche parola su quel che sono, anzi, su quel che non sono! Non sono: astemio (del resto come potrei esserlo!), alto, biondo (non più!), troppo serio, sgarbato (sorridi al mondo e il mondo ti sorriderà!), calvo, sovrappeso (anche i magri vengono discriminati!), … infine, ahimè, non sono neanche barbuto: nonostante abbia ormai raggiunto il traguardo di un quarto di secolo, Madre Natura non sembra ancora intenzionata a regalarmi una peluria facciale degna di nota… ma non perdo la speranza!
Perché questo blog? Perché amo scrivere, perché alla Cantina non fa male avere una maggiore presenza online, e soprattutto perché voglio raccontarvi la mia terra, i suoi straordinari vini, la sua gente… e perché no, parlare un po’ di me!
Carlo Sobrero

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