Castiglione Falletto: un borgo, un castello e 21 cantine

 
Castiglione Falletto 01

Castiglione Falletto in numeri

La Sobrero Vini, e la stessa famiglia Sobrero, sono da sempre legati a Castiglione Falletto, comune nel cuore della Langa del Barolo, dove la laboriosità dell’uomo ha plasmato la terra con sommo rispetto, tanto da far rientrare questo paesaggio vitivinicolo, così fortemente antropizzato, fra i patrimoni mondiali riconosciti e tutelati dall’UNESCO. ma conosciamo meglio appunto questo comune!

Castiglione Falletto è un comune italiano sito in Piemonte nella Provincia di Cuneo. Ha una popolazione di 719 abitanti, denominati castiglionesi, e un’estensione territoriale di 4,7 Kmq. Situata a 350 metri d’altitudine, il comune di Castiglione Falletto ha le seguenti coordinate geografiche 44° 37′ 25” Nord, 7° 58′ 35” Est; nelle vicinanze troviamo i comuni di Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Barolo e La Morra, mentre la più grande città nelle vicinanze è Alba a 10 km di distanza. Il settore economico più rilevante, neanche a dirlo, è quello agricolo – vitivinicolo con conseguente produzione di vino, nel comune hanno infatti sede decine di cantine più tutta una serie di produttori che hanno scelto le colline di questo comune per coltivare i preziosi grappoli di Nebbiolo per la produzione del “Re dei vini e il vino dei Re!”

 

Le origini del borgo

Il borgo di Castiglione Falletto appare oggi inviolato dal tempo, mantenendo tutto il suo fascino medievale, ma le sue origini affondano già n età romana, come attestano  il ritrovamento, all’interno delle mura del castello, di una lapide romana oggi conservate presso il Museo Archeologico F. Eusebio di Alba, e il ritrovamento nelle sue campagne di tombe oggi purtroppo non più esistenti o saccheggiate. In ogni caso è proprio, come già anticipato, è proprio l’epoca medievale che più ha inciso a livello architettonico sulla fisionomia di questo borgo. Emblematica la mole della sua austera fortezza, una fra le più imponenti dell’intero circondario, con le sue tre grandi torri cilindriche angolari e il possente mastio centrale che come riportano antiche fonti, un tempo doveva essere di altezza quasi doppia rispetto all’attuale. Al grande castello, di cui si hanno notizie a partire dall’anno 1001, si deve la prima parte del nome di questo comune, appunto “Castiglione”, mentre la seconda parte del nome “Falletto” deve la sua origine al nobile casato dei Falletti che per molti secoli dominarono vasti territori del Basso Piemonte e a cui in tempi più recenti si deve la nascita del vino più significativo di questo territorio: il Barolo. Oltre al castello, altri monumenti di grande interesse sono la chiesa parrocchiale in stile romanico, dedicata a San Lorenzo, l’antica chiesa dei della Confraternita dei Battuti dedicata a Sant’Anna e la torre dell’orologio nonché campanile che la leggenda vuole sia stato fatto costruire dei cittadini castiglionesi: retribuendo i muratori con l’ottimo vino di queste colline!

 

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Alla prossima, Carlo: il Barbarolo.

 

Articolo scritto da Carlo Sobrero – tutti i diritti riservati


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Carlo Sobrero

Carlo Sobrero

Io sono Carlo Sobrero, classe 1992, nato sotto il segno dell’Ariete (nei cui pregi e difetti mi ritrovo completamente), amo il cinema e odio vivere in città! Sono laureato in Scienze Giuridiche – per chi non sapesse cos’è, è laurea per coloro che hanno perso la guerra contro Giurisprudenza e hanno deciso di capitolare salvando l’onore!
Amo il vino e tutto quello che ci gira intorno, tanto che ne ho fatto la mia professione. Sono infatti il tuttofare della Sobrero Vini, e in quanto figlio del capo… in pratica lavoro per la cantina 24h/7!
Qualche parola su quel che sono, anzi, su quel che non sono! Non sono: astemio (del resto come potrei esserlo!), alto, biondo (non più!), troppo serio, sgarbato (sorridi al mondo e il mondo ti sorriderà!), calvo, sovrappeso (anche i magri vengono discriminati!), … infine, ahimè, non sono neanche barbuto: nonostante abbia ormai raggiunto il traguardo di un quarto di secolo, Madre Natura non sembra ancora intenzionata a regalarmi una peluria facciale degna di nota… ma non perdo la speranza!
Perché questo blog? Perché amo scrivere, perché alla Cantina non fa male avere una maggiore presenza online, e soprattutto perché voglio raccontarvi la mia terra, i suoi straordinari vini, la sua gente… e perché no, parlare un po’ di me!
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